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Statement

La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre.

Albert Einstein

 

«L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante» Blaise Pascal, XVII secolo. «Noi viviamo come se dovessimo vivere sempre, non riflettiamo mai che siamo esseri fragili» Seneca I secolo d. C.   

 

Hegel: “(…) l’arte scava un abisso tra le parvenze e le illusioni di questo mondo basso ed effimero (…) Lungi dall’essere semplici apparenze e illustrazioni della realtà ordinaria, le manifestazioni dell’arte hanno una realtà più elevata e un’esistenza più vera (…)

 

Il mio lavoro di ricerca nell’arte visiva approfondisce i temi della Fragilità e dell’Esistenza. Indago con tutti i media visivi: pittura, fotografia, disegno, video, scultura e installazione. Parallelamente alla ricerca visiva porto avanti sugli stessi temi uno sviluppo teorico con la poesia contemporanea.

La parola «Fragilità» è spesso associata alla donna, ai soggetti deboli, ha la stessa radice di frangere, che significa rompere e la donna è capace di spezzare gli schemi consapevole che la fragilità sia un atto di forza, non di debolezza in questa società.

Fragile è l’anziano perché invecchiare in quest’epoca è diventata una malattia. Parlare di vecchiaia significa parlare del senso e delle prospettive dell’esistenza umana: l’identità del soggetto, la comunicazione tra gli esseri, le somiglianze, l’esclusione, il distacco dalla realtà, la malinconia, elementi che troviamo non solo negli anziani ma anche nelle giovani generazioni che soffrono di mancanza di prospettive e dove la parola speranza riempie uno spazio muto.

Manca il lavoro, manca la prospettiva per il futuro, manca il rispetto, manca la gentilezza.

Fragile è la gioventù che cerca riferimenti ed ideali da perseguire; “(…) come carne priva di vita in cella ibernatrice dei miei sentimenti” riporta Vincenzo Leone – Medico delle Dipendenze, Comunità Emmanuel – nella sua testimonianza “Il vissuto dell’esperienza”

Fragili sono le frontiere dove uomini, donne e bambini sono resi vulnerabili e fragili dalle guerre, costretti all’esilio, spezzando le loro storie, annichilendo le speranze.

La Fragilità è anche fuori di noi, se posiamo lo sguardo sul nostro paesaggio con la nostra storia in abbandono, con la storia che svanisce sotto i colpi dell’incuria, sotto i colpi dei mortai, sotto i colpi del radicalismo.

L’arte incide sulla memoria a breve e lungo termine educando alla bellezza ed al rispetto, analizzando la condizione nella nostra società, una società, l’attuale, caratterizzata spesso dal male di vivere e dalla paura. Gli eventi di questi ultimi anni ci inducono a riflettere sulla pericolosità della forza, la forza distrugge l’uomo la fragilità, forse, lo ricrea.