STATEMENT

Spazio nell’ambito dell’informale, non utilizzo pennelli ma casuali colate di colore, collage e assemblaggi di diversi materiali su supporti di carta, tela o legno. Attraverso un’approfondita ricerca dei materiali, anche non addetti alle belle arti come smalti industriali e l’utilizzo di svariati media visivi tra cui pittura, scultura, ed installazione indago il mondo delle emozioni. 

Spesso mi trovo a riflettere su temi naturalistici e sull’alienazione della vita in città, da qui sono nati i lavori con stoffa, chiodi e plastiche a parete o su legno. Nella forma semi-astratta del fiore della serie Metallic Flowers in tessuto e metalli rappresento il femmineo che con la sua naturale bellezza cresce anche tra le pieghe del cemento nelle città urbane.

Altro tema per me interessante è il tempo come grandezza fisica immaginifica e intangibile, quindi misurabile solo come traccia, segno ed immagine che esso lascia impresso su oggetti e corpi.

Qui l’oggetto di uso quotidiano, come un panno o un tappetino, assurge a soggetto e si fa contenuto primo dell’opera per il semplice fatto di fare parte della vita dell’artista.

BIOGRAFIA

 

Serena Rossi nasce il 6 marzo 1972 a Milano, dove vive e lavora. Nel 1999 si laurea in farmacia. Si forma in arti visive con diversi corsi tra cui nel 2010 incisione alla Fondazione Pomodoro di Milano, nel 2013 a Bologna con Silvia Petronici nel site specific e nel 2014 Manuale per Artisti presso Circoloquadro a Milano. Dal 2002 partecipa a mostre personali e collettive in Italia ed all’estero ed alcuni suoi lavori fanno parte di collezioni private e pubbliche tra cui il museo a cielo aperto di Camo ed il museo a cielo aperto di Gravina di Puglia. 

Parallelamente nel 2012 riceve diversi riconoscimenti per le sue poesie e pubblica il suo primo libro di poesia "Nel divenire calmo dell'infinito" ed. Caosfera, nel 2016 pubblica la seconda silloge come e-book "Ho chiesto al mare di piangere". 

 

MOSTRE PERSONALI

2013

Alchemica quotidianità, Galleria Mamo, Milano, a cura di Valeria Modica

2012

Dream in art, Circuiti Dinamici, Milano, a cura di Lorenzo Argentino

2010

Sans titre, Galerie Etienne De Causans, Parigi, a cura di Etienne De Causans, (cat.)

2009

In my shoes, Galerie Etienne De Causans, Parigi, a cura di Etienne De Causans

2007

Ri.Trovando.Mi, Giubbe Rosse, Firenze, a cura di Tiziano Scarpa

 

MOSTRE COLLETTIVE

2016

Naturarte a cura di Mario Quadraroli e Ornella Piluso, Arsenale di Bertonico, Lodi.

Olio Officina Festival a cura di Monica Scardecchia e Ornella Piluso, Palazzo delle Stelline, Milano

Bellezza Etica a cura di Monica Scardecchia e Ornella Piluso, Chiostro dei Pesci, Umanitaria, Milano

2015

Oil Food Festival a cura di Monica Scardecchia e Ornella Piluso, Palazzo delle Stelline, Milano 

Donazione di un'opera alla collezione privata della Libreria Bocca, Milano

2014

Presenze/Assenze, Gravina di Puglia, curata da Anna Soricaro per la Fondazione De Nittis, Barletta

IV Premio Rugabella, Villa Rusconi, Castano Primo a cura di Fabio Carnaghi, finalista 

Statement 2014-2, Galleria Circoloquadro, Milano a cura di Ivan Quaroni, (cat.)

III Biennale di Asolo, a cura di Giovanni Faccenda, finalista, (cat.) 

Il silenzio, Biblioteca Harar, Milano a cura di Pino Lia

Murales per studio.ra - Pollination London Biennal 2014, Galleria studio-ra, Roma 

2013

Emergenz_arte, Villa Farsetti, Venezia a cura di Fabrik_arte, (cat.)

Sense of community, Galleria Adiacenze, Bologna, a cura di Silvia Petronici

2012

Porzioni di Infinito, Spazio al Bello, Milano, a cura di Susanna Vallebona, (cat.)

Quintessenza, curata per la Fondazione De Nittis da Anna Soricaro, Gravina di Puglia

2011

Exchange-exhibition, New Zealand, Plymouth, a cura di Dale Copeland

CENTOCINQUANTAX150mmX150mm: Venezia e itinerante, a cura di Fabrik_arte

Miraggi, Gravina di Puglia, a cura di Anna Soricaro

LIV Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Palazzo Nervi, Torino, a cura di Vittorio Sgarbi, (cat.)

2010

Fils d'Ararat, Marsiglia alla Casa della Cultura Armena, a cura di Carole Laura Ecuer

2009

CDO's and DOUBLE CLUBS, August Art's Gallery Islington, Londra

Ar-t-Cevia International Art Festival, Arcevia, a cura di Massimo Nicotra, (cat.)

2008

The Last Book, National Library of Argentina

La Coperta delle donne Como ed itinerante, a cura di Evelina Schaz

Donne in opera, Una giornata tutta per me, Aosta Biblioteca Regionale, a cura di Solal. Premio. (cat.)

2007 

In.Via l'Arte. Vespolate e Novara, a cura di Maria Rosa Pividori, (cat.)

Attenta, presso Florilegio in Leno, Brescia, a cura di Ambrogio Roncadori, (cat.)

Donne in opera, le forme dell'amore, Biblioteca regionale Aosta, a cura di Solal. Premio. (cat.)

2002

Artisti pro Ruanda, Palazzina Liberty, Milano (cat.)

testi critici

Serena Rossi “dipinge la vita” (scrive Ludovico Calchinovati) …ogni sua opera ritrae quello che vediamo e viviamo, sentiamo e viviamo: esperienze, incomprensioni, amarezze, ma anche dolcezza, affetti…

La Rossi , a mio vedere, manipola la materia pittorica mentalmente e letteralmete. Il risultato è sensibilmente elevato, sia quando si appropria degli oggetti “trovati” (di duchampiana memoria) che quando usa la materia pittorica con gesti informali risolvendoli con action-painting. Nelle stoffe, in particolare, l’estetica è pura, riscattando l’arte con la macchina che ha realizzato la stoffa stessa. Quindi, appunto, una dialettica tormentata tipica di molti artisti che fa sperare ad altre evoluzioni.

Xante Battaglia, 2012

 

Serena Rossi dipinge la vita. Ogni sua opera ritrae quello che quotidianamente vediamo e viviamo, sentiamo e viviamo: asprezze, incomprensioni, amarezze ma anche dolcezze, positività, affetti.

La sua è una pittura a più livelli, la cui lettura ci fa scoprire che, a fronte di una tecnica complessa (collage+glitters) e di materiali non certo deputati (smalti, poveri metalliche), il risultato è invece la sintesi di un pensiero semplice e lineare, frutto di un’intuizione pittorica sempre attenta e calibrata.

Nella sua visione informale i colori sono generalmente tenui e, specialmente nei grandi dipinti (praticamente monocromi) acquistano una compostezza formale che si può far risalire alle ceramiche di Fontana o alle opere di Klein e Fautrier.

Certamente i suoi dipinti vibrano di una propria vita e di una propria luce, e Serena si adopera, in questo studio fatto di leggerezze e di tonicità, a riproporre sempre nuove emotività e nuove suggestioni.

Nelle sue opere di grande formato la poesia gioca con la realtà e l’immagine si fa poesia.

  Ludovico Calchi Novati, 2010